La preparazione

Testa

Come si prepara lo zaino?

Non esiste la “checklist universale definitiva” per la preparazione dello zaino! Vi raccontiamo le regole per preparare lo zaino “standard” del team M4810 per un trekking estivo di una giornata senza difficoltà tecniche particolari

Partiamo da una premessa banale quanto fondamentale: la preparazione dello zaino (e la scelta dello zaino stesso!) dipende:

  • dalla stagione
  • dalla durata dell’escursione
  • dalla quota dell’escursione
  • dalle condizioni meteo
  • dalla tipologia di percorso (escursionistico? Alpinistico? ecc.)

Il team M4810 segue tre regole fondamentali

  • Portare solo l’indispensabile
  • Preparare tutto la sera prima
  • Regolare bene lo zaino (spallacci, cintura, chiusure, ecc.)

Oltre queste tre regole fondamentali, per preparare bene lo zaino ci sono alcune indicazioni utili:

  • Posizionare sul fondo dello zainogli indumenti più leggeri e di cui non si ha bisogno immediato (es. guscio in gore-tex, piumino, abbigliamento termico, ecc.)
  • Il peso maggiore deve stare il più vicino possibile al corpo: mettete quindi vicino alla schiena gli oggetti più pesanti (es. riserve di acqua e di cibo, eventuali attrezzature)
    • una nota sulla borraccia: pur essendo più corretta la disposizione contro la schiena, è vero anche che è un oggetto di uso frequente. Si può quindi disporre in alto nello zaino oppure, se lo zaino ne è dotato, nelle apposite tasche laterali (evitando però un eccessivo sbilanciamento del peso)
  • Al centro verso l’esterno e verso l’altodisporre l’abbigliamento di uso più frequente (es. pile) e oggetti di medio peso (es. kit pronto soccorso)
  • Nel disporre gli oggetti, è importante cerca di disporli in modo da avere una distribuzione dei pesi centrale, che non sbilanci lo zaino a destra o sinistra
  • Nella patella superioremettere gli oggetti più piccoli e che servono più frequentemente (es. carta topografica, cellulare, occhiali da sole, ...)
  • È meglio evitare oggetti appesi esternamente allo zaino, se non per attrezzatura specifica. Più oggetti e pendagli ci sono, più aumentano infatti le possibilità che questi si impiglino a rami o rocce
  • Portare sempre almeno un sacchetto impermeabile, per disporre i ricambi in caso di maltempo e per raccogliere i rifiuti per poi riportarli a valle

Ultima questione: il peso. Quanto dovrebbe pesare lo zaino? Anche per questo punto, vale la premessa iniziale...ma possiamo dire che uno zaino preparato bene non dovrebbe superare i 4-5 kg per le escursioni di un giorno e i 9-10 kg per i trekking di più giorni con pernottamento in rifugio.

Come si valuta un'escursione?

Prima di preparare lo zaino e partire, bisogna infatti sempre valutare se si è in grado o meno, in base alle proprie competenze e alla preparazione fisica, di affrontare in sicurezza il percorso scelto

Sono quattro gli elementi fondamentali da prendere in considerazione:

Tempo: ogni escursione va scelta in base alle ore di luce disponibili; tra estate ed inverno vi è una notevole differenza di ore di luce e questo va tenuto in considerazione nella programmazione: ritrovarsi al buio in zone poco conosciute, e magari senza la corretta attrezzatura, costituisce un’elevata esposizione al rischio. Altro elemento è quello dei tempi individuali: ogni persona ha un ritmo diverso, in base al livello di allenamento e preparazione

Dislivello: è la differenza di altitudine tra due punti. Parliamo di dislivello positivo facendo riferimento alla differenza di quota tra la quota inferiore del punto di partenza e la quota superiore del punto di arrivo; viceversa, si parla di dislivello negativo. Il dislivello orario che un escursionista riesce a percorrere mediamente, ad andatura escursionistica, in 1 ora è intorno ai 400mt; in discesa il tempo di percorrenza si riduce di 1/3

Difficoltà del terreno: esiste una scala che dà un’indicazione del tipo di sentiero. Limitandoci all’escursionismo, e quindi non prendendo per ora in considerazione aspetti legati all’arrampicata e all’alpinismo, la scala individua i seguenti tipi di percorso:

  • T Sentiero turistico: escursionismo alla portata di tutti, itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri;
  • E Sentiero escursionistico: escursionismo che si svolge su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...)
  • EE Sentiero per escursionisti esperti: itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi agevolmente su terreni impervi e infidi, con tratti attrezzati o rocciosi
  • EEA Sentiero per escursionisti esperti con attrezzatura: sentieri attrezzati o vie ferrate che conducono l'escursionista su pareti rocciose o su creste e cenge, preventivamente attrezzate con funi e/o scale
  • EAI escursionismo in ambiente innevato: itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve

Punti tappa / Appoggi logistici / Punti di rifornimento: è sempre importante informarsi sull’area in cui si svolgerà l’escursione ed essere a conoscenza di tutti i possibili punti di appoggio che potrebbero risultare utili in caso di necessità o emergenza (es. bivacchi, rifugi, ...)

Questi sono tutti elementi, insieme alla verifica della propria condizione fisica generale, che possono essere esaminati molto tempo prima del giorno dell’escursione.

Gambe

Riscaldamento e defaticamento

Lo dicono tutti: il riscaldamento e il defaticamento sono due componenti molto importanti per dare il massimo ed evitare infortuni. Ma purtroppo, un po’ per pigrizia e un po’ per stanchezza, ci capita di dimenticarli...

... eppure non possiamo permettercelo! Anche perché, diciamoci la verità, queste due importanti attività non ci rubano più di 20 minuti totali tra pre e post escursione. 

PRIMA DI INIZIARE A CAMMINARE

Di solito le nostre escursioni iniziano con un viaggio in auto o in bus di almeno due ore, dopo una sveglia all’alba che in pochi gradiscono. Così arriviamo al punto di partenza addormentati, un po’ anchilosati e rabbrividendo nell’aria fresca del mattino. Sicuramente possiamo aiutare il nostro risveglio muscolare iniziando con un passo lento, ma non sempre i sentieri offrono questa possibilità. È quindi una buona idea dedicare 5/10 minuti a sgranchirsi! Importante in questa fase è evitare eccessive distensioni e allungamenti: i nostri muscoli sono ancora freddi!

  • Sciogliere le caviglie, ruotando il piede in senso orario e antiorario e riscaldare i polpacci, con piccoli sollevamenti sulle punte dei piedi
  • Ginocchia: piegare leggermente le gambe, appoggiare le mani sulle ginocchia e compiere dei movimenti rotatori dall’interno verso l’esterno e viceversa
  • Quadricipiti: posizionarsi in piedi accanto a un oggetto al quale sia possibile appoggiarsi con una mano; sollevare una gamba afferrando la caviglia con una mano e piegarla all’indietro fino a quando non si comincia a sentire la tensione del muscolo. 
  • Spalle: compiere delle semplici circonduzioni delle braccia
  • Collo: con movimenti lenti e delicati, eseguire delle rotazioni e piegamenti del capo 

ALLA FINE DELL’ESCURSIONE

Siamo ormai alla fine del percorso, in molti stanchi e doloranti, non vediamo l’ora di arrivare alle macchine e tornare a casa... e così magari acceleriamo un po’ il passo e una volta giunti alla fine del percorso ci sediamo a terra e se proprio qualche collega insiste magari faremo un po’ di stretching. Questo è l’errore più grande che possiamo fare! In questo modo infatti arrestiamo improvvisamente il movimento: i muscoli, ancora caldi, rimangono contratti e le articolazioni restano compresse. È per questo motivo che dobbiamo entrare in un’ottica di defaticamento, cioè di passaggio morbido allo stato di riposo: significa iniziare a rallentare il nostro ritmo negli ultimi 10/15 minuti di discesa, cercando di mantenere un passo sciolto e disteso. Una volta giunti a destinazione con questo tipo di passo, è bene dedicarsi subito a qualche esercizio di allungamento e distensione

Gli esercizi fondamentali riguardano i grandi muscoli, la posizione va mantenuta per circa 20 secondi:

  • Fasce muscolari sulla schiena (es. appendersi a una trave o lavorare in coppia)
  • Quadricipiti (allungamento analogo a quello descritto per il riscaldamento)
  • Ischio-crurali (es. in piedi, incrociare le gambe tenendo i piedi paralleli. Chinarsi leggermente in avanti espirando e provando a toccare le dita dei piedi)
  • Polpacci (es. piegare una gamba in avanti, come per fare un affondo, appoggiando il braccio al muro, a un albero o un palo. Bisogna sentire il polpaccio della gamba dietro distendersi)

Si possono poi lavorare gli altri gruppi muscolari, senza dimenticare che vanno sciolte anche le articolazioni: caviglie, ginocchia, spalle, evitando movimenti bruschi. 

Il modo migliore per capire di quali esercizi avete più bisogno è ascoltare il vostro corpo!

I primi passi

Il team M4810 è appena all’inizio di tutto il percorso di allenamento, ma già c’è molto dibattito intorno a cosa questa sfida comporta in termini di preparazione.

Il nostro è un lavoro che spesso ci porta lontano da casa e che ci obbliga a spezzare la routine e a riprogrammare le nostre attività quotidiane. Questo ovviamente non rende semplice l’organizzazione del training.

Per ora ci siamo dati un po’ di indicazioni e regole di base, che contiamo poi di trasformare in un vero e proprio piano grazie all’aiuto di esperti.

Essere consapevoli: una puntata in palestra una volta a settimana non basterà. Ce lo continuiamo a ripetere, per far sì che diventi realtà. Più andremo avanti nel progetto, più gli allenamenti dovranno aumentare sia di frequenza che di intensità. Per aiutarci ad essere costanti, può essere utile tenere un diario di allenamento, in cui riportare data/durata/tipo di esercizio

Iniziare molto gradualmente: soprattutto per chi non si allena o si allena molto poco, è importante essere realisti e non strafare...partire con una corsa di 1h o con estenuanti esercizi non è il modo giusto per approcciare la preparazione atletica

Sviluppare fiato, resistenza e forza. Per il fiato possono essere utili: corsa, bicicletta, step, salto della corda. Schiena, spalle e addominali dovranno essere più resistenti che forti, mentre le gambe dovranno essere sia forti che resistenti

Montagna, montagna, montagna: quando possibile, il miglior allenamento è ovviamente l’escursione, che permette di affrontare dislivello e diversi tipi di terreno

Rispettare sempre i giusti tempi di recupero: bisogna permettere al corpo di riposarsi in modo sufficiente, soprattutto dopo un’escursione o una seduta di allenamento particolarmente lunga e impegnativ

Pancia

Il cibo per il giusto passo

Una buona programmazione per un’escursione richiede anche una certa attenzione sul fronte alimentazione. Partiamo da una certezza: abbiamo bisogno di energia, ma senza appesantirci

Per cominciare al meglio, bisogna già fare curare la cena della sera precedente: non possono mancare i carboidrati, che costituiranno una buona riserva energetica, e verdura e frutta, per il loro apporto di zuccheri. È importante anche bere molti liquidi, per aumentare l’idratazione. Sarebbero invece da evitare le proteine, meno necessarie rispetto a carboidrati e zuccheri per lo sforzo che andremo a fare. 

COLAZIONE

Dovrà essere ricca, equilibrata ed abbondante: sarebbe quindi bene farla non troppo a ridosso della partenza. Bene sia una colazione dolce che salata. Per quella dolce vanno bene fette biscottate con miele, marmellata o anche un velo di burro, biscotti secchi, crostata di frutta, cereali, frutta fresca, yogurt. Per il salato: prosciutto, ricotta, uova. Da bere vanno bene latte, spremute, acqua, the. 

SPUNTINI

Durante l’escursione abbiamo due elementi chiave: l’idratazione e gli zuccheri semplici

Dobbiamo integrare costantemente i liquidi, per evitare l’eccessiva perdita di sali minerali attraverso la sudorazione e la respirazione (vapore acqueo). È quindi molto importante bere acqua, anche addizionata con sali minerali. 

Gli zuccheri semplici sono invece quelli che ci danno i necessari rinforzi di energia in poco tempo, in quanto a rapida digeribilità. La frutta fresca (es. mela) è una buona idea, ma pesa ed è ingombrante: meglio scegliere frutta disidratata/essiccata. Sono ottime anche le barrette, ma occhio agli ingredienti: meno sono meglio è! Evitate le barrette che contengono sciroppo di glucosio e/o fruttosio, oli vegetali e additivi di vario genere.

PRANZO AL SACCO

Dobbiamo privilegiare alimenti con un indice glicemico medio-alto. Il classico paninopuò andare bene ma deve rispettare le caratteristiche di digeribilità, quindi meglio scegliere sempre pane ben lievitato accompagnato con prosciutto magro o bresaola e poco formaggio “grana”, ok anche le uova. Sarebbe meglio evitare il caffè (che può, con l’effetto diuretico, contribuire alla perdita di liquidi)... ma un po’ di cioccolato fondente possiamo concedercelo!

CENA

Dopo la giornata di sforzo fisico, dobbiamo recuperarele energie e i sali minerali persi. 

Un’ottima soluzione è una minestra con pasta o riso, ricca di verdura e di legumi(es. ceci, fagioli, piselli). Se vogliamo proteine animali, meglio privilegiare il pescerispetto alle carni. Va bene anche aggiungere una porzione di frutta che, insieme alle verdure, ci aiuta a recuperare anche un po’ di vitamine. 

Iniziamo dalle basi

Abbiamo chiesto a un medico di darci qualche consiglio per abbinare all’allenamento la giusta alimentazione.

Partiamo da una certezza: per chi fa attività sportiva il consumo energetico aumenta in fase di riposo, per cui c’è bisogno di più calorie... il punto sta nell’assumere le calorie con il giusto apporto di nutrienti:

  • Carboidrati: 40% Pasta, pane, zucchero ci danno energia
  • Proteine, amminoacidi: 15% Carne, pesce, uova, legumi
  • Grassi: 25% Latte, burro, olio

Questi nutrienti vanno assunti in più momenti durante la giornata, l’ideale sarebbero 3 pasti principali e 2 spuntini, concentrando la maggior percentuale di calorie (in particolare sotto forma di carboidrati) nella prima parte della giornata.

È molto importante idratarsi in maniera corretta, giornalmente e ovviamente durante un’escursione. L’acqua corporea è indispensabile per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo. Mantenere un giusto equilibrio del nostro “bilancio idrico” (rapporto tra le “entrate” e le “uscite” di acqua) è quindi fondamentale per conservare un buono stato di salute nel breve, nel medio e nel lungo termine.

Si tratta per ora di indicazioni di partenza, ma a breve ognuno di noi dovrà ricevere un piano di nutrizione personalizzato.

Cuore

Messi alla prova!

La nostra spedizione ci sta insegnando che dobbiamo imparare a essere "gruppo" in modi diversi e inaspettati

Siamo un gruppo. Lo siamo per il business, certo, ed è questa la nostra forza: essere un team di figure complementari, che si compensano e che camminano insieme verso un obiettivo comune con un forte impegno. 

Anche in montagna siamo un gruppo. Ma qui le cose, più o meno inaspettatamente a seconda dell’esperienza con l’escursionismo, non sono proprio così semplici. 

Siamo partiti coesi, sapendo che l’obiettivo che ci attende nel 2020 è oltremodo ambizioso, ma appena abbiamo iniziato a camminare ci siamo accorti che il nostro stare insieme, il nostro essere un gruppo, andava compreso e calibrato. 

Essere un gruppo che cammina in montagna vuol dire riconoscere che ognuno affronta il percorso e le sue difficoltà con tempi e modi diversi, vuol dire accettare che non sarà un unico grande gruppo, ma più gruppi con caratteristiche diverse. Questo dipende da diversi livelli di allenamento e preparazione, su cui di certo ognuno di noi può agire, ma ci pone di fronte a un punto fondamentale: dobbiamo imparare a conoscere i nostri ritmi e tempi, perché in montagna non si può affrontare un’uscita senza essere consapevoli che, per motivi di sicurezza, questa va completata entro un certo numero di ore. 

Questa divisione in più gruppi e il fatto che non tutti raggiungono sempre la meta finale ci ha un po’ messi in crisi... è giusto che sia così? È normale? Ci sono vincitori e perdenti? Già oggi abbiamo deciso che qualcuno raggiungerà la cima e a molti altri no?

La risposta è che è giusto vivere la montagna secondo le proprie capacità e che l’unica sfida è con i propri limiti...una collega ha riassunto questo concetto in poche parole “lasciamo che ogni persona decida dove è la sua cima”. 

Tutto questo rientra perfettamente nel concetto che abbiamo scelto: non è una gara, ma una spedizione. E in una spedizione tutti possono trovare la giusta posizione, contribuendo in modi diversi e tutti di valore al raggiungimento dell’obiettivo.

Qui possiamo ritrovare e mantenere il nostro essere un team coeso, senza lasciare indietro nessuno e dando a tutti la possibilità di vivere questa avventura. Crediamo che essere “gruppo” in questo modo ci possa insegnare molto, anche e soprattutto per portare avanti il nostro business in modo sempre sostenibile e di valore. 

Quando è il momento di scendere, qualcosa in noi è cambiato

La nostra escursione al Mont Fallère è stata uno spartiacque importante: ci ha fatto capire la differenza tra una passeggiata e un’escursione più “seria"

Dove davvero si diventa consapevoli dei pericoli che la nostra spedizione può comportare. Quello che ci portiamo a casa è la capacità della montagna di cambiarci, di regalarci pezzi di noi che pensavamo di aver perso o forse non sapevamo nemmeno di avere. Tutte queste sensazioni così complesse le abbiamo ritrovare proprio al Rifugio Fallère, che ci ha ospitati e rifocillati: nell’ingresso abbiamo letto un testo che sembrava scritto proprio da noi...

“Ci avete accolti, riassettati mentalmente, nutriti, svezzati alla natura... adesso rilassatevi e state certi che torneremo.

Torneremo in molti e altri nuovi viaggiatori arriveranno, perché nessuno può restare indifferente al respiro ampio del Fallère, si torna felicemente bambini, si tende allegramente all’origine. Si smette il vizio di pensare all’avere, al rifiutare, allo stringere tutto.

Quando viene il momento di scendere in BASSO, qualcosa in noi è cambiato, nuove possibilità si sono aperte, si resiste meglio al tram-tram, si fa fronte al frum-frum. Nel traffico furioso, nelle corsie d’ospedale affollare, nei centri commerciali e nelle attese agli uffici tributari chiudo un attimo gli occhi, vedo il Fallère e sento la volontà, l’istinto, il gusto e so dove sto andando. È il Fallèee che mi viene incontro. Ci si può fidare, ci si può affidare! Torneremo!!”

Baba Scala

Il percorso

1

M

3061

Mont Fallère

Methodos - M4810 - Mont Fallère

Il Mont Fallère  si trova nelle Alpi del Grand Combin in Valle d'Aosta.

Il Mont Fallère  si trova nelle Alpi del Grand Combin in Valle d'Aosta.

Collocato tra la Valle del Gran San Bernardo e la Valdigne, rappresenta un  ottimo ingresso nel magico mondo dei Tremila. Il Mont Fallère, situato nel cuore della Valle d'Aosta propone una vista panoramica a 360° su tutte le vette valdostane. Il tracciato piuttosto impegnativo non è da sottovalutare ma in definitiva non presenta che lievi difficoltà alpinistiche e solo nel tratto di cresta finale.

2

M

3800

Vallée Blanche

Methodos - M4810 - Vallée Blanche

Traversata a piedi della Vallée Blanche

Benché possa sembrare una "passeggiata panoramica", la Vallée Blanche non va sottovalutata in quanto si tratta di un itinerario completamente su ghiacciaio e con passaggi molto delicati tra i crepacci. È sempre necessario  farsi accompagnare da una Guida Alpina che conosca molto bene l’itinerario e sappia leggere i pericoli.

3

M

3047

Petit Mont Blanc

Methodos - M4810 - Petit Mont Blanc

Una delle classiche e più panoramiche ascensioni collettive del Monte Bianco.

Dall'incantevole conca del Lago Combal,ai piedi della lingua glaciale del Miage, attraverso la ripida risalita di un canalone detritico prima, poi di una facile cresta rocciosa, nivo-glaciale nell'ultimo tratto, giungiamo in vetta alla cima più facilmente accessibile di tutta la catena del Bianco, da cui possiamo tuttavia godere di un superbo panorama mozzafiato verso l’intero massiccio: appunto la parete ovest del "gigante" Monte Bianco  con gli straordinari ghiacciai che ne ammantano le aspre pareti strapiombanti
L'itinerario si può anche suddividere un 2 giorni,

4

M

4559

Monte Rosa

Methodos - M4810 - Monte Rosa

2 giorni di full-immersion sul Monte Rosa per approfondire le tecniche alpinistiche.

Il Monte Rosa o Massiccio del Monte Rosa è un massiccio montuoso delle Alpi, posto nella sezione alpina delle Alpi Pennine, lungo il confine spartiacque tra Italia (al confine tra Valle d'Aosta e Piemonte) e Svizzera, che dà il nome al supergruppo delle Alpi del Monte Rosa, composto da diversi e importanti gruppi e sottogruppi, a est del Cervino e a sud-est del Massiccio del Mischabel. È il più esteso massiccio delle Alpi, il secondo per altezza dopo il Monte Bianco, il monte più alto della Svizzera e il secondo d'Italia, nonché quello con l'altitudine media più elevata: vi appartengono 9 delle prime 20 cime più alte della catena alpina.

5

M

4061

Gran Paradiso

Methodos - M4810 - Gran Paradiso

Il Gran Paradiso è l'unica montagna di 4000m totalmente in territorio italiano.

Il Gran Paradiso è l'unica montagna di 4000m totalmente in territorio italiano. Classica e affascinante salita: dopo una prima parte su ghiacciaio, per poter raggiungere vetta con la statua della Madonna, bisogna superare alcuni semplici passaggi di roccia.

6

M

4810

Monte Bianco

Methodos - M4810 - Monte Bianco

Il Monte Bianco (Mont Blanc in francese e in arpitano) è una montagna situata nel settore delle Alpi Nord-occidentali, lungo la sezione alpina delle Alpi Graie, sulla linea spartiacque tra la Valle d'Aosta (val Veny e val Ferret in Italia) e l'Alta Savoia (valle dell'Arve in Francia), nei territori comunali di Courmayeur e Chamonix, che dà il nome all'omonimo Massiccio del Monte Bianco, appartenente alla sottosezione delle Alpi del Monte Bianco.

Con i suoi 4.808,72 m d'altezza (ultima misura ufficiale il 13 settembre 2017) è la montagna più alta delle Alpi, d'Italia, di Francia e in generale dell'Europa se si esclude il Caucaso: da qui il suo soprannome di Re delle Alpi. Condivide assieme al Monte Elbrus nel Caucaso un posto tra le cosiddette Sette Sommità del Pianeta.

Prevalentemente di natura granitica, irta di guglie e di creste, intagliata da profondi valloni nei quali scorrono numerosi ghiacciai, è considerata una montagna di grande richiamo per l'alpinismo internazionale e, da un punto di vista della storiografia alpinistica, la nascita dell'alpinismo coincide con la data della sua prima ascensione: l'8 agosto 1786.